|
|
||||
La riflessione in Svizzera su come modificare il sistema dei pagamenti diretti
Lukas Barth
Introduzione
Da quando è stata avviata la riforma della politica agricola in Svizzera, all'inizio degli anni novanta, i pagamenti diretti hanno acquisito sempre maggiore importanza. La loro applicazione su tutto il territorio ha consentito di disaccoppiare sempre più il sostegno dalla produzione, di migliorare la fornitura di beni pubblici, definiti nella Costituzione elvetica come prestazioni d'interesse generale, e di garantire la sostenibilità sociale della riforma.
Oltre al crescente disaccoppiamento vi sono altre similitudini con il sistema dei pagamenti diretti dell'UE. Una di queste è l'obbligo di fornire la prova che le condizionalità di carattere ecologico siano rispettate per poterne beneficiare. In termini materiali, per determinati aspetti questa prova è più severa della cross compliance dell'UE pur riguardando, nel complesso, meno ambiti. Nella tabella 1 vengono messi a confronto i diversi strumenti di sostegno della politica agricola in Svizzera e nell'UE.
Benché il sistema si sia rivelato, in linea di massima, valido e sia accettato e riconosciuto sia dagli agricoltori sia sul piano internazionale, da più parti è giunta la critica che è possibile migliorarne l'efficacia e l'efficienza.
Il Rapporto del Consiglio federale concernente l'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti (2009) è stato redatto in risposta a una mozione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 10 novembre 2006 nella quale il Consiglio federale era stato incaricato di presentare, entro il 2009, un rapporto che consentisse al Parlamento di valutare se il sistema dei pagamenti diretti necessitasse di un adeguamento nell'ambito di una prossima tappa di riforma.
Tabella 1 - Confronto tra gli strumenti di sostegno di politica agricola in Svizzera e nell'UE
Diminuzione e disaccoppiamento del sostegno agricolo
La riforma della politica agricola avviata all'inizio degli anni novanta ha comportato una riduzione e un disaccoppiamento progressivi del sostegno (Figura 1).
Figura 1 - Evoluzione della protezione alla frontiera (secondo i dati OCSE) e delle uscite per agricoltura e alimentazione tra il 1990/92 e il 2008
Dall'inizio della riforma, il sostegno globale è passato da 9,5 agli attuali 6,4 miliardi di franchi svizzeri. La quota di sostegno accoppiato (protezione alla frontiera e sostegno del mercato, incluse le sovvenzioni all'esportazione), che nel 1990/92 ammontava al 90 per cento circa del sostegno globale, è scesa al 50 per cento circa nel 2008. Se si esclude la protezione alla frontiera e si tiene conto unicamente del sostegno mediante fondi federali, il disaccoppiamento è ancora più marcato: all'inizio degli anni novanta per ogni franco iscritto nel preventivo per l'agricoltura e l'alimentazione 60 centesimi erano destinati al sostegno al mercato, oggigiorno tale importo è di 15 centesimi. Parallelamente, la quota di pagamenti diretti non vincolati ai prodotti rispetto alle uscite federali è cresciuta dal 25 al 70 per cento circa. Dal confronto tra le uscite per l'agricoltura rispetto al prodotto interno lordo della Svizzera e dell'UE emerge che in Svizzera tale quota è decisamente diminuita, pur essendo tuttavia ancora lievemente superiore a quella dell'UE.
Le riforme attuate finora hanno comportato dei miglioramenti
L'applicazione coerente della strategia, incentrata sulla riduzione della protezione alla frontiera e del sostegno del mercato interno e sul trasferimento di fondi ai pagamenti diretti, ha consentito di ottenere miglioramenti sostanziali (UFAG 2009).
Il disaccoppiamento non basta
Le esperienze realizzate in passato mostrano che il disaccoppiamento del sostegno è stato all'origine di notevoli miglioramenti.
Tuttavia il disaccoppiamento, da solo, non garantisce che le prestazioni d'interesse generale vengano effettivamente fornite in maniera efficiente e nella misura auspicata dalla società. È impossibile raggiungere gli obiettivi della politica agricola se i pagamenti diretti sono meri pagamenti compensativi, senza alcun chiaro riferimento alle prestazioni.
Secondo l'OCSE (2008), il disaccoppiamento non rappresenta la soluzione finale della riforma della politica agricola; è infatti possibile un'ulteriore ottimizzazione dal profilo dell'efficacia e dell'efficienza attraverso un migliore orientamento verso gli obiettivi (targeting) e l'aggiustamento degli strumenti (tailoring).
Targeting può essere tradotto con "orientamento agli obiettivi": un pagamento è considerato mirato se è conforme ai valori specifici che un obiettivo definito persegue e riduce al minimo i trasferimenti involontari e gli effetti negativi(spill-over) sui terzi (OCSE 2007).
Tailoring può essere tradotto con "su misura": l'ammontare e la durata di un pagamento devono essere stabiliti in modo da raggiungere l'obiettivo definito. Vanno evitati incentivi che vanno oltre la misura necessaria per raggiungere l'obiettivo (OCSE 2003).
Per ottenere che l'efficacia e l'efficienza della politica agricola e dei pagamenti diretti siano possibilmente elevate è indispensabile fissare obiettivi concreti e verificabili e definire un rapporto chiaro tra gli obiettivi da raggiungere e gli strumenti utilizzati a tal fine.
I punti di debolezza del sistema attuale
Attualmente in Svizzera si distingue tra pagamenti diretti generali e pagamenti diretti ecologici (cfr. anche la Tabella 1). Nella figura 2 è riprodotta la ripartizione dei fondi tra i due settori (ricordiamo che la sigla UBGFG identifica i contributi per la detenzione di animali da reddito che consumano foraggio grezzo, mentre la sigla DACDP indica i contributi per la detenzione di animali in condizioni difficili di produzione).
Figura 2 - Ripartizione dei pagamenti diretti tra le misure
Il sistema dei pagamenti diretti finora utilizzato adempie solo in parte le esigenze descritte nel paragrafo precedente. Si rileva che per le diverse prestazioni d'interesse generale mancano, in alcuni casi, obiettivi chiaramente definiti e che la finalità delle misure non è sempre chiara. I pagamenti diretti ecologici sono chiaramente correlati agli obiettivi perseguiti nel settore vitali ambientale, delle risorse naturali e del benessere degli animali, mentre i pagamenti diretti generali, caratterizzati da misure in alcuni casi molto poco specifiche, sono finalizzati a promuovere la sicurezza dell'approvvigionamento e la cura del paesaggio rurale.
Da un carente orientamento agli obiettivi scaturiscono falsi incentivi ed effetti non auspicati. I contributi per la detenzione di animali da reddito che consumano foraggio grezzo e quelli per la detenzione di animali in condizioni di produzione difficili fungono da incentivo ad allargare le mandrie. Intensificando la detenzione di animali, però, aumentano anche le conseguenze negative sull'ambiente naturale. Dal 2004 il numero effettivo di capi bovini ha ripreso a crescere (+ 4%). Inoltre, i contributi per la detenzione di animali da reddito che consumano foraggio grezzo esercitano una concorrenza indesiderata con la gestione delle superfici agricole, la quale riveste un ruolo fondamentale nell'ottica della sicurezza dell'approvvigionamento. Un ulteriore falso incentivo è rappresentato dal fatto che oggi tutti i pagamenti diretti sono vincolati a criteri basati sulla “superficie” e sul “numero di capi”, seppure una parte di essi non miri alla fornitura di prestazioni, bensì alla garanzia di uno sviluppo socialmente sostenibile; la conseguenza di tale sistema è la formazione di rendite che frena l'evoluzione strutturale. Inoltre, in particolare gli attuali contributi a capo in allevamento, sono da ritenere poco compatibili con la scatola verde dell'Organizzazione mondiale per il commercio.
La proposta del Consiglio federale
A Seguito dell'analisi effettuata, il Consiglio federale ritiene necessario sviluppare ulteriormente il sistema dei pagamenti diretti.
Nel rapporto esso definisce obiettivi concreti e verificabili per tutte le prestazioni d'interesse generale sancite dall'articolo 104 della Costituzione federale (sicurezza dell'approvvigionamento, protezione dell'ambiente naturale, paesaggio rurale, occupazione decentrata del territorio e benessere degli animali) nonché per la garanzia del reddito, proponendo un piano per un sistema di pagamenti diretti coerentemente orientato verso tali obiettivi. Il fulcro del futuro sistema dei pagamenti diretti consiste nel definire una misura specifica per ogni obiettivo. La tabella 2 fornisce una visione d'insieme sugli obiettivi e i rispettivi strumenti, illustrando con quali indicatori è possibile verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti.
Tabella 2 - Prestazioni, obiettivi, misure e indicatori

Le prestazioni d'interesse generale
Le prestazioni d'interesse generale dell'agricoltura saranno promosse e garantite a lungo termine tramite cinque strumenti permanenti nell'ambito dei pagamenti diretti.
Mediante i contributi per il paesaggio rurale s'intende preservare la permanenza di aree coltivate nel paesaggio rurale. Essa viene raggiunta con una gestione agricola globale (anche dei territori adibiti al pascolo) e funge da base per la fornitura delle altre prestazioni d'interesse generale. L'importo dei contributi deve essere calcolato in modo che sia possibile una gestione estensiva. I contributi vengono differenziati in base alle differenze naturali secondo le zone e la declività.
Mediante i contributi per la sicurezza dell'approvvigionamento s'intende mantenere la capacità produttiva onde far fronte a crisi d'approvvigionamento. La capacità produttiva (capitale, know how) può essere salvaguardata utilizzando in modo ottimale le risorse e garantendo, anche in futuro, l'attuale produzione di calorie. Quest'obiettivo non potrebbe essere raggiunto unicamente con i contributi per il paesaggio rurale. Con i contributi per la sicurezza dell'approvvigionamento viene incentivata una produzione agricola che va al di là di una gestione meramente estensiva. A tal fine vanno fissate esigenze minime sia per l'utilizzazione delle superfici coltivate sia per la gestione degli erbai (es.: densità minima di animali sulle superfici inerbite). Tali contributi compensano inoltre le difficoltà in relazione alle condizioni di produzione e svantaggi comparativi dal profilo dei costi nella produzione agricola, contribuendo al mantenimento di colture strategicamente importanti. Con i contributi per la biodiversità s'intende salvaguardare e incentivare la biodiversità. Vi saranno maggiori incentivi affinché le superfici qualitativamente pregiate vengano gestite come superfici volte a promuovere la biodiversità (le attuali superfici beneficiarie di una compensazione ecologica) in modo che i rispettivi obiettivi possano essere raggiunti mediante questi contributi su base volontaria e la condizione della prova che ecologiche gli obiettivi di salvaguardia ambientale siano rispettate (PER), secondo cui una quota minima deve essere rappresentata da superfici volte a promuovere la biodiversità, possa venir progressivamente soppressa. Vengono inoltre sostenuti provvedimenti unici di valorizzazione e programmi di promozione delle specie incentrati su precise specie bersaglio. I contributi per la biodiversità verranno concessi per la superficie agricola utile e per le aree di pascolo estivo. In futuro l'applicazione in relazione agli inventari nazionali di queste superfici avrà luogo nel quadro del riconoscimento del diritto ai contributi per la biodiversità. Per salvaguardare la biodiversità funzionale (fertilità del suolo, lotta con metodi naturali ai parassiti) sulle superfici di produzione s'intende scoraggiare l'impiego di determinati prodotti fitosanitari o concimi minerali.
Gli approcci aziendali globali, che prevedono una rinuncia a lungo termine dell'utilizzo di tali mezzi di produzione, potranno continuare a venir promossi in maniera specifica (es.: agricoltura biologica o produzione integrata).
Con i contributi per la qualità del paesaggio s'intende salvaguardare, incentivare e sviluppare ulteriormente la diversità del paesaggio con le sue specificità regionali (es.: pascoli boscati). Gli obiettivi paesaggistici vengono definiti da enti a ciò preposti a livello regionale nel quadro di un processo partecipativo e intersettoriale. I gestori stipulano con l'ente accordi di gestione che vengono esaminati e riconosciuti dalla Confederazione. Quest'ultima versa un contributo unico all'ente, il quale, nel quadro del progetto, procede alla ripartizione in funzione delle prestazioni.
Mediante i contributi per il benessere degli animali s'intende raggiungere un'adesione possibilmente ampia a programmi volti a promuovere forme di produzione particolarmente rispettose degli animali. I programmi “sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali” e “uscita regolare all'aperto” si sono dimostrati efficaci e vengono pertanto mantenuti. L'importo dei contributi è stabilito in funzione dei maggiori costi unici e permanenti correlati ai sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali, tenendo conto dei maggiori ricavi realizzabili sul mercato.
La promozione dell'occupazione decentrata del territorio avviene indirettamente attraverso il versamento dei contributi proposti. Un ruolo importante a tal fine è svolto dai contributi per il paesaggio rurale e da quelli per la sicurezza dell'approvvigionamento, considerando che entrambi contengono una componente per la compensazione delle difficoltà naturali.
Anziché mediante i pagamenti diretti, il sostegno specifico deve avvenire attraverso i provvedimenti nell'ambito dei miglioramenti strutturali poiché sono più idonei per incentivare le iniziative locali volte ad aumentare il valore aggiunto.
Nella figura 3 è presentata una visualizzazione sintetica del funzionamento del sistema dei pagamenti diretti con riferimento alle differenti tipologie di territorio alle quali si sommano le altre tipologie di sostegno riferite a caratteri diversi dalla localizzazione.
Figura 3 - Sintesi degli strumenti dei pagamenti diretti nel concetto SPD (Sviluppo del sistema dei pagamenti diretti) 
L'utilizzazione sostenibile delle risorse
Affinché le risorse naturali possano essere utilizzate in modo sostenibile, la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER) continuerà ad essere un presupposto per il versamento di pagamenti diretti. Verranno mantenuti anche i progetti regionali facoltativi volti a evitare le esternalità negative e ad aumentare l'efficienza delle risorse giusta secondo quanto stabilito dall'articolo 62a della legge sulla protezione delle acque e dagli articoli 77a e 77b della legge sull'agricoltura.
Quale elemento fondamentale per contenere o colmare le lacune esistenti a livello di obiettivi nel settore ambientale vengono introdotti contributi temporanei per l'efficienza delle risorse, volti a promuovere l'introduzione su vasta scala di tecniche notoriamente rispettose delle risorse. Gli effetti positivi sull'ambiente devono essere mantenuti anche oltre la fase temporanea di erogazione dei contributi, ad esempio inserendo l'applicazione di una determinata tecnica come buona pratica agricola nella prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER).
La salvaguardia di terreni coltivabili fertili sotto il profilo non soltanto qualitativo, bensì anche quantitativo, riveste un'importanza fondamentale.
I pagamenti diretti devono quindi interagire con gli strumenti della pianificazione territoriale onde ridurre gli incentivi a riservare le superfici ad esclusivo utilizzo agricolo (es.: esclusione dai pagamenti diretti di superfici ubicate in zone edificabili).
Lo sviluppo socialmente sostenibile
Mediante i contributi d'adeguamento s'intende garantire uno sviluppo socialmente sostenibile. Essi sono stabiliti in funzione della differenza tra i pagamenti diretti concessi a un'azienda prima e dopo la riforma. I contributi sono interamente disaccoppiati dalla produzione e vincolati alla persona, sono temporanei e verranno smantellati a un ritmo socialmente sostenibile. La netta separazione tra gli strumenti volti a incentivare le prestazioni e quelli tesi a garantire uno sviluppo socialmente sostenibile consente di ridurre considerevolmente i falsi incentivi, che frenano l'adeguamento strutturale, forniti dagli attuali pagamenti diretti.
La ripartizione dei fondi e la loro amministrazione
Il rapporto sull'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti non contiene proposte sulla dotazione finanziaria dei singoli strumenti. Essa dipende sostanzialmente dalla situazione sul fronte dei prezzi e dei costi caratterizzata dagli sviluppi sul piano della politica commerciale estera. Per principio, l'ammontare dei pagamenti diretti non sarà stabilito in base a fluttuazioni di mercato a breve o medio termine, bensì in funzione del sostegno necessario a garantire la fornitura delle prestazioni. Di regola, l'entità di tale sostegno è stabilita a cadenza quadriennale con la determinazione di un nuovo limite di spesa per la legislatura seguente e tenendo pertanto in considerazione tendenze a lungo termine.
Oltre all'effetto che si vuole raggiungere, un aspetto importante nell'impiego di fondi pubblici è costituito dai costi di transazione, i quali sono tanto più elevati quanto più complesso è un sistema. È quindi indispensabile valutare i costi di transazione e quelli per il mancato raggiungimento degli obiettivi. Attualmente i costi correlati alla gestione e ai controlli rilevati in due Cantoni presi in esame corrispondono ad una spesa tra l'1,8 e il 2,8 per cento dei pagamenti diretti erogati (Buchli e Flury 2004).
L'efficacia di un sistema di pagamenti diretti dipende altresì da una gestione credibile. Per le lacune riscontrate nel quadro di controlli effettuati nelle aziende agricole devono essere irrogate sanzioni rispettando i criteri della proporzionalità. Ciò è garantito dal sistema di controlli e sanzioni applicato attualmente. Un resoconto annuale è stato pubblicato nel Rapporto agricolo (UFAG 2009).
Conclusioni
Rispetto a quello vigente, il sistema di pagamenti diretti proposto presenta i seguenti vantaggi:
Gli sviluppi futuri
Il Rapporto e le sue conclusioni sono attualmente in discussione presso le commissioni parlamentari competenti. Il 16 ottobre 2009 la Commissione del Consiglio degli Stati ha depositato una mozione che incarica il Consiglio federale di sviluppare il lavoro al fine di tradurre in pratica le proposte e di sottoporre al Parlamento, entro fine 2010, un messaggio concernente la modifica della legge sull'agricoltura (mozione 09.3973).
Riferimenti bibliografici
Condizioni per riprodurre i materiali
Tutti i materiali, i dati e le informazioni pubblicati all'interno di questo sito web sono "no copyright", nel senso che possono essere riprodotti, modificati, distribuiti, trasmessi, ripubblicati o in altro modo utilizzati, in tutto o in parte, senza il preventivo consenso di agriregionieuropa.it, a condizione che tali utilizzazioni avvengano per finalità di uso personale, studio, ricerca o comunque non commerciali e che sia citata la fonte attraverso la seguente dicitura, impressa in caratteri ben visibili: "http://www.agriregionieuropa.it/". Ove i materiali, dati o informazioni siano utilizzati in forma digitale, la citazione della fonte dovrà essere effettuata in modo da consentire un collegamento ipertestuale (link) alla home page http://www.agriregionieuropa.it/ o alla pagina dalla quale i materiali, dati o informazioni sono tratti. In ogni caso, dell'avvenuta riproduzione, in forma analogica o digitale, dei materiali tratti da www.agriregionieuropa.it dovrà essere data tempestiva comunicazione al seguente indirizzo (redazione@agriregionieuropa.it), allegando, laddove possibile, copia elettronica dell'articolo in cui i materiali sono stati riprodotti.
Disclaimer
Alcuni materiali, dati e informazioni sono forniti da soggetti terzi e riflettono le loro opinioni personali. Tali materiali, dati e informazioni sono resi accessibili al pubblico attraverso il sito web, in particolare nelle aree ad essi dedicate. Agriregionieuropa.it non effettua alcun controllo preventivo in relazione al contenuto, alla natura, alla veridicità e alla correttezza di materiali, dati e informazioni pubblicati, né delle opinioni che in essi vengono espresse. L'unico responsabile è il soggetto che ha fornito i materiali, i dati o le informazioni o che ha espresso le opinioni. Agriregionieuropa.it, in ogni caso, farà in modo di adottare ogni misura ragionevolmente esigibile per evitare che siano pubblicate, nel sito web, opinioni manifestamente diffamatorie ed offensive o chiaramente in contrasto con diritti di terzi.
In considerazione del fatto che i materiali, dati, informazioni e opinioni di cui sopra sono resi accessibili nelle forme sopra indicate, agriregionieuropa.it non può essere ritenuta responsabile, neppure a titolo di concorso, di eventuali illeciti che attraverso di essi vengano commessi, né comunque di errori, omissioni ed inesattezze in essi contenuti. Agriregionieuropa.it non può, in particolare, essere considerata responsabile, neppure a titolo di concorso, in ordine alla violazione di diritti di terzi attuata nel sito web mediante la diffusione di materiali, dati, informazioni o opinioni. Agriregionieuropa.it ha la facoltà di cancellare e rimuovere dal sito web materiali, dati, informazioni o opinioni che violino diritti di terzi. Qualora l'utente del sito web riscontri errori, omissioni ed inesattezze nei materiali, dati o informazioni pubblicati, o nelle opinioni espresse, ovvero ritenga che tali materiali, dati, informazioni o opinioni violino i propri diritti, è pregato di rivolgersi a agriregionieuropa.it. Agriregionieuropa.it procederà alle dovute verifiche e a rimuovere dal sito web materiali, dati, informazioni o opinioni che risultino non completi, inesatti o costituire violazione di diritti di terzi.
Invio di commenti
La Redazione si riserva il diritto di non pubblicare o eliminare i commenti:
La Redazione si riserva il diritto di rimuovere dal proprio sito, senza preavviso, il materiale prodotto qualora fossero violate le regole e le condizioni d'utilizzo del sito descritte sopra da parte dell'utente.