AGRIREGIONIEUROPA
Anno 3, Numero 10 Settembre 2007



Finestra sulla PAC n.7

Maria Rosaria Pupo D'Andrea

La Finestra sulla PAC è una rubrica di aggiornamento e documentazione, rivolta a fare il punto sulle novità e a segnalare gli approfondimenti disponibili in materia di Politica agricola comune. Si tratta di un servizio fruibile direttamente dal sito www.agriregionieuropa.it. In questa versione della rivista pubblichiamo il solo capitolo "Aggiornamenti" dell'ultima versione della rubrica. Gli altri capitoli: "Notizie Flash", "Attività MIPAAF e AGEA" e "Documentazione", con i relativi link, sono disponibili soltanto on-line: [link]

Il semestre di presidenza tedesco alla guida dell'Unione europea ha raggiunto importanti risultati sul fronte della revisione/semplificazione della PAC. Sono stati infatti approvati il regolamento sull'OCM unica e la riforma dell'OCM ortofrutta. Inoltre, è stata presentata la proposta di riforma dell'OCM vino, la cui approvazione, prevedibilmente entro la fine dell'anno, sotto la presidenza portoghese, rappresenterà la conclusione del più complesso processo di revisione affrontato dalla PAC sin dalla sua introduzione.
Il dibattito relativo alla definizione dell'OCM unica è stato serrato per via della complessità della materia disciplinata, ma non ha mai raggiunto toni accesi. La Commissione, infatti, è sembrata molto propensa ad accogliere le osservazioni degli Stati membri circa l'inserimento nel nuovo testo di “pezzi” di regolamenti settoriali persi per strada nel processo di fusione. Il motivo alla base di tale “arrendevolezza” è che la partita sulla semplificazione è ancora tutta da giocare e il terreno di scontro sarà rappresentato dal nuovo testo appena approvato. Nel frattempo la Commissione sta facendo le prove generali attraverso la “rimozione” dell'intervento per il mais, l'azzeramento delle restituzioni alle esportazioni per i prodotti lattiero-caseari, l'abolizione del set aside per la campagna 2007/08 (ancora da decidere ufficialmente), “sperimentando” gli effetti sul mercato dell'eliminazione di questi tradizionali strumenti di sostegno e regolazione.
Molto più concitato è stato il dibattito sulla riforma dell'OCM ortofrutta. Alla Commissione si è infatti contrapposto un ristretto gruppo di paesi produttori che ha manifestato i propri timori per una riforma ormai inevitabile, ma dalle conseguenze piuttosto consistenti per il futuro equilibrio del settore. Gli elementi maggiormente contestati sono risultati essere l'affidamento alle OP della gestione delle crisi di mercato e il conseguente adeguamento finanziario dei programmi operativi, i rischi del disaccoppiamento totale e immediato degli aiuti per i prodotti trasformati, gli effetti della “liberalizzazione” delle superfici, vale a dire i possibili contraccolpi sul settore derivanti dalla caduta del divieto a produrre ortofrutta sui titoli abbinati al RPU. Riguardo al primo punto la Commissione ha aumentato la dotazione finanziaria a disposizione delle OP, permettendo loro di ricevere il finanziamento comunitario fino al 4,6% del valore della produzione commercializzata purché lo 0,5% aggiuntivo venga utilizzato per la gestione e la prevenzione delle crisi di mercato. Su questa questione il rischio reale è che l'attività delle OP possa concretizzarsi solo nella gestione dei ritiri (prima interamente finanziati dall'UE fino ad un massimo del 30% del Fondo d'esercizio e ora cofinanziati al 50% fino ad un massimo di 1/3 del Fondo d'esercizio) se non vengono messi in campo strategie e strumenti capaci di traghettare il ruolo delle OP (di alcune OP) da gestore dei ritiri a soggetto operativo sul fronte della prevenzione dei rischi. La riforma ha anche affrontato la questione della gestione delle crisi per i produttori non afferenti ad alcuna OP, affidando il finanziamento di tali aiuti agli Stati membri (con fondi nazionali, fino al 75% dell'aiuto comunitario ricevuto dai membri dell'OP), per un massimo di 3 anni. Riguardo al secondo punto, la Commissione ha accettato l'idea di rimandare il totale disaccoppiamento degli aiuti diretti al termine di un periodo transitorio, durante il quale gli Stati membri potranno concedere ai prodotti interessati un aiuto solo parzialmente disaccoppiato (commisurato all'ettaro di superficie). Infine, ha dato agli Stati membri la possibilità di rimandare fino alla fine del 2010 l'applicazione delle norme sull'ammissibilità al pagamento unico delle superfici a ortofrutta (compresi i vivai) e patate e/o la distribuzione dei diritti all'aiuto a tali produttori.
In complesso, il processo di riforma per l'ortofrutta ha lasciato inalterato l'impianto “innovativo” dell'OCM basato sul ruolo delle OP e ha inciso in maniera più profonda sulle misure di aiuto alla produzione, per ricondurle nel quadro unitario del regime di pagamento unico. Sul primo fronte la riforma inserisce alcuni correttivi tesi ad accrescere la flessibilità e attrattività delle OP (vedi Notizie flash). Tali novità, tuttavia, sembrano mirare più all'aumento del numero dei produttori associati e delle OP (allargando la base della produzione organizzata) che all'incremento del valore della produzione commercializzata, che rappresenta invece la vera sfida sulla quale giocare la partita della concentrazione della produzione. Risulta invece di particolare interesse l'obbligo per gli Stati membri di elaborare una strategia nazionale che, partendo dall'analisi del contesto, definisca priorità, obiettivi, strumenti dei PO per permettere la loro valutazione, oltre che il loro monitoraggio. Sul secondo fronte, seguendo il filone delle precedenti riforme, toccherà agli Stati membri assumere decisioni rilevanti in merito alla gestione del nuovo regime di aiuti. Come vedremo più sotto, entro il 1° novembre gli Stati membri dovranno decidere:

Sebbene l'elenco non sia esaustivo, è forse il caso di notare che le numerose disposizioni transitorie accordate all'ortofrutta, di fatto, spostano la piena applicazione del regime di pagamento unico a questo settore molto in avanti nel tempo, rischiando di rendere operative queste disposizioni per un limitatissimo numero di anni, prima che corrano il rischio di venire azzerate dalla nuova PAC semplificata post-2013 ipotizzata dalla Commissione.
Riguardo all'OCM vino il dibattito sulla riforma è appena agli inizi ed è difficile prevederne gli esiti, anche se, vista la tenacia della Commissione, la nuova OCM non dovrebbe discostarsi di molto da quella proposta in questi giorni.
Infine, a luglio era atteso il Libro verde della Commissione sullo stato di salute della PAC. L'andamento dei negoziati in seno al WTO, tuttavia, ha reso necessario rimandare la pubblicazione del documento, ora atteso per il 20 novembre. Sempre a novembre dovrebbe essere pubblicato anche il rapporto di riesame intermedio sulle risorse e le spese comunitarie. Sarà interessante verificare l'effetto sul futuro della PAC dell'esame congiunto dei due documenti.


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