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Pac

    Politica agricola comune. La Pac appartiene alla sfera di competenza esclusiva della Comunità e si prefigge, ai sensi dell'articolo 33 del trattato che istituisce la Comunità europea (ex articolo 39 del Trattato di Roma, firmato nel 1957), di:

    • incrementare la produttività dell'agricoltura, sviluppando il progresso tecnico, assicurando lo sviluppo razionale della produzione agricola come pure un impiego migliore dei fattori di produzione, in particolare della manodopera,
    • assicurare così un tenore di vita equo alla popolazione agricola, grazie in particolare al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavorano nell'agricoltura,
    • stabilizzare i mercati,
    • garantire la sicurezza degli approvvigionamenti,
    • assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori.

    Per raggiungere tali obiettivi l’art. 34 prevede la creazione di una organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm) che si fondano sul rispetto dei principi dell'unicità dei mercati agricoli, della solidarietà finanziaria e della preferenza comunitaria. La Pac costituisce una delle più importanti politiche dell'Unione Europea (le spese agricole rappresentano circa il 45% del bilancio comunitario). La sua elaborazione è soggetta alla procedura decisionale che prevede la maggioranza qualificata in sede di Consiglio e la consultazione del Parlamento europeo. Inizialmente la Pac ha permesso alla Comunità di raggiungere rapidamente l'autosufficienza, ma con l'andare del tempo il suo funzionamento è diventato sempre più costoso a causa della sovrapproduzione e del livello eccessivo dei prezzi europei rispetto a quelli del mercato mondiale. La riforma Mac Sharry del 1992 ha corretto la situazione mediante la riduzione dei prezzi agricoli garantiti, compensata da pagamenti compensativi legati ai fattori di produzione e dall'istituzione di misure dette "di accompagnamento". La riforma del 1999, basata sull'Agenda 2000, consolida le modifiche apportate nel 1992 e individua quali obiettivi prioritari la sicurezza dei prodotti alimentari, la difesa dell'ambiente e la promozione di un'agricoltura sostenibile. Gli obiettivi che non rientrano nella politica di mercato sono stati riuniti nello sviluppo rurale, che è diventato il secondo pilastro della Pac. Inoltre, la riforma si prefigge l'aumento della competitività dei prodotti agricoli comunitari, la semplificazione della legislazione agricola e della sua applicazione, il rafforzamento della posizione dell'Unione nell'ambito dei negoziati dell'Organizzazione mondiale per il commercio (Omc) e la stabilizzazione della spesa. A tal fine è stata decisa la riduzione dei prezzi di intervento, compensata dall'aumento degli aiuti agli agricoltori. L'ultima riforma del giugno 2003, detta anche riforma Fischler, comporta i seguenti elementi: la semplificazione delle misure di sostegno del mercato e degli aiuti diretti, mediante il disaccoppiamento dalla produzione dei pagamenti diretti agli agricoltori; il rafforzamento dello sviluppo rurale mediante il trasferimento di fondi dal primo pilastro della PAC allo sviluppo rurale attraverso la modulazione; un meccanismo di disciplina finanziaria (limitazione delle spese di sostegno al mercato e degli aiuti diretti tra il 2007 e il 2013). Nel 2004 è stato varato un secondo pacchetto di misure: la riforma degli aiuti ai prodotti mediterranei (tabacco, luppolo, cotone e olio d'oliva), seguito nel 2006 dalla riforma dell'organizzazione comune di mercato (Ocm) dello zucchero e nel 2007-8 dalle riforme delle organizzazioni comuni di mercato dell'ortofrutta e del vino. 




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