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La Responsabilità Sociale nel sistema agroalimentare: quali prospettive?
Lucia Briamonte
| Istituto Nazionale di Economia Agraria |
Introduzione
E’ opinione ormai diffusa che il successo di un’impresa non si fondi soltanto sul profitto, ma dipenda anche dalla sua volontà di promuovere modelli di sviluppo sostenibili e socialmente compatibili. L’impresa agricola si colloca oggi in un complesso sistema di relazioni con vari portatori di interesse (stakeholders) ognuno dei quali esercita specifiche pressioni. Un sistema in cui si aprono per le imprese nuove minacce ed opportunità che non possono essere ignorate. La sfida è saper coniugare competitività e responsabilità sociale. L’importanza della responsabilità sociale per un’impresa, nasce dalla consapevolezza che l’ambiente economico e sociale in cui essa opera ha un ruolo fondamentale per definire i “parametri reali” entro i quali l’impresa si può muovere. Il tema della responsabilità sociale si impone come strategia innovativa per il recupero e il rafforzamento di alcuni elementi di coesione centrati sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale nel contesto territoriale di riferimento attraverso un percorso che garantisca un’alta qualità sociale e stimoli le imprese ad introdurre modelli sociali (triple bottom line) nelle loro strategie e politiche.
Figura 1 - Le relazioni di impresa, molteplicità ed interdipendenze
La responsabilità sociale d’impresa e le sue applicazioni nell’agro-alimentare
La maggior parte delle definizioni della responsabilità sociale delle imprese (o Corporate Social Responsibility) descrivono questo concetto come: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche in tutte le operazioni commerciali, nei processi decisionali e nei rapporti dell’azienda con i propri interlocutori (1).
Per responsabilità sociale d’impresa si deve intendere, da un lato, il conseguimento di requisiti di “qualità” del prodotto ma anche come lo stesso è stato ottenuto ovvero, l’impatto che il processo produttivo ha su componenti quali l’ambiente e la collettività. Il consumatore, sempre più attento e critico, peraltro, richiede ormai sempre più spesso all’azienda di comunicare questi aspetti.
L’attenzione verso il tema della responsabilità sociale delle imprese (RSI) e della coscienza etica dell’impresa, che si è affermata anche in seno all’Unione europea, si rileva dallo sforzo delle Istituzioni europee in tale ambito negli ultimi anni (agenda di Lisbona; consiglio europeo di Gooteborg; Libro verde del 2001; due risoluzioni del Consiglio sul seguito da dare al Libro Verde sulla RSI del 3 dicembre 2001 e del 6 febbraio 2003; Comunicazione della Commissione del 2002; posizione comitato economico e sociale europeo del 2005 e, da ultimo, la risoluzione del marzo 2007 del Parlamento europeo sulla RSI) e da una letteratura economica sempre più estesa quantitativamente e qualitativamente.
Si tratta di un tema di grande interesse anche nel sistema agroalimentare. Negli anni, infatti, si è registrato un aumento di sensibilità e attenzione per la salute e la sicurezza alimentare, l’ambiente e il territorio.
L’impresa socialmente responsabile si muove nella direzione di adottare strategie che consentano un migliore soddisfacimento delle esigenze dei propri stakeholder, andando oltre gli standard definiti dagli obblighi di legge, coniugando le aspettative economiche, sociali e ambientali dell'imprenditore con quelle degli altri soggetti coinvolti nella vita dell’impresa.
La RSI assume configurazioni diverse da impresa a impresa e da settore a settore, proprio perché è intimamente connessa alle caratteristiche degli stakeholder che si relazionano con l’azienda, al luogo e al momento storico (criterio spazio/tempo) nel quale essa opera.
Gli approfondimenti sulla RSI nell’agro-alimentare dell’INEA
In questo ambito l’INEA sta realizzando, dal 2006, un’attività sulla responsabilità sociale d’impresa nel sistema agroalimentare finalizzata all’approfondimento, alla promozione e all’applicazione dei temi e delle metodologie di RSI, che ha portato, viste le specificità del settore, allo sviluppo nella prima fase dell’attività, di un insieme articolato di strumenti a favore delle imprese e degli operatori del settore (2):
In particolare, tali strumenti vogliono gettare le basi per l’applicazione di tale concetto alle aziende e agli operatori del sistema agroalimentare, poiché tale settore presenta problematiche di primo piano sia a livello ambientale sia sul piano sociale.
Emergenze verificatesi in questo settore, gli shock alimentari della “mucca pazza” o dei “polli alla diossina”, come pure questioni di scottante attualità, quali l’utilizzo di prodotti Ogm o gli aumenti indiscriminati dei prezzi di vari generi di prima necessità o ancora l’utilizzo di lavoratori immigrati, sono immediatamente divenuti dei problemi sociali rilevanti.
Visti dunque gli impatti che tale settore può avere sul benessere di produttori e consumatori e in considerazione della crescente richiesta di trasparenza in relazione alle caratteristiche dei prodotti e dei processi produttivi, quasi “a garanzia” della loro qualità e genuinità, una riflessione organica e approfondita sulla responsabilità sociale del sistema agroalimentare diviene di primaria importanza.
Per il sistema agroalimentare, infatti, la RSI costituisce un orientamento strategico di fondo.
Il bisogno/aspettativa del consumatore di tali “valori aggiunti” al prodotto alimentare pone, non solo la singola azienda, ma tutto il sistema agroalimentare e le politiche pubbliche di settore, dinanzi a nuove sfide e, in particolare, di fronte alla necessità di soddisfare tali esigenze, al fine di rafforzare la competitività sui mercati nazionali e internazionali. In questo ambito la RSI costituisce “la strategia di differenziazione” capace di far diventare l’impresa unica nel proprio settore con particolari caratteristiche riconosciute e richieste dal consumatore.
I percorsi di responsabilità sociale che possono essere adottati dai singoli imprenditori devono tenere conto di elementi, strettamente interrelati fra loro, interni (prodotto e risorse umane) ed esterni (territorio e ambiente) all’azienda. L’INEA ha individuato quattro macroaree strategiche di RSI nel settore agroalimentare quali fattori chiave per lo sviluppo della RSI:
Il tema delle risorse umane nel sistema agroalimentare è un tema profondamente delicato. Nel settore agroalimentare le ridotte dimensioni imprenditoriali del sistema rendono difficile affrontare questa problematica, aggravata dalle caratteristiche dell’organizzazione produttiva, afflitta da problemi quali un basso livello di sicurezza, l'elevata stagionalità, un ampio utilizzo di manodopera immigrata e lavoro irregolare. In tal senso, la RSI può esser un importante strumento per valorizzare e far sviluppare cambiamenti in atto, a monte e a valle della filiera, all’interno delle aziende agricole, che in alcuni casi riservano particolare attenzione ai propri lavoratori e alle loro condizioni lavorative.
Una seconda macro area fondamentale nel settore agroalimentare è la strategia di prodotto volta a garantire genuinità, sicurezza, tipicità ma anche gli elementi che conferiscono valore aggiunto quali l’identificabilità, la rintracciabilità, l’innovazione, la sostenibilità.
In questo senso risulta importante riuscire a produrre in un'ottica che rispetti la territorialità, ovvero la capacità del prodotto di simboleggiare il valore del territorio di provenienza, esprimendone la tipicità.
Le politiche di territorialità del prodotto rappresentano un fattore di garanzia per la conservazione del patrimonio agroalimentare, enogastronomico e agro-zootecnico di riferimento dell’azienda.
Una terza macro area fondamentale nel settore agroalimentare, infatti, è il territorio, una dimensione che va al di là della semplice realtà aziendale, per generare valore sull’insieme del contesto economico-sociale. Lo sviluppo di un rapporto positivo con il territorio permette alle imprese del sistema agroalimentare una migliore valorizzazione delle risorse della comunità territoriale e quindi, di svolgere una funzione socio-ambientale attraverso la salvaguardia del patrimonio naturalistico e culturale, la tutela delle tradizioni e le conoscenze accumulate negli spazi rurali. Una strategia di territorio in un'ottica di RSI conduce a un maggiore radicamento dell’impresa e a un rapporto privilegiato con il mercato locale, indirizzando la competitività delle imprese agricole su un modello che valorizza le specificità locali e regionali e consente di superare il limite della piccola dimensione aziendale.
Figura 2 - Imprese agricole e territorio
Una quarta macro area fondamentale per il settore agroalimentare è rappresentata dall'ambiente. Il peggioramento delle condizioni ambientali per la collettività e l’abbassamento del livello della qualità della vita delle popolazioni locali spingono a richiedere la conservazione delle condizioni paesaggistico-ambientali e l’utilizzo di tecnologie sempre meno inquinanti. L’attuale situazione è percepita dagli stessi agricoltori che sono sempre più disponibili ad adottare metodi di coltivazione più attenti alla salvaguardia delle risorse naturali, anche se ciò comporta un aumento dei costi aziendali.
Pertanto, sono state individuate alcune indicazioni operative, necessarie per evidenziare i numerosi percorsi e strumenti utilizzati e/o utilizzabili nell’ambito della RSI nel sistema agroalimentare.
L’approccio di Inea alla RSI
L’approccio che l’INEA propone per intraprendere un percorso di responsabilità sociale può essere schematizzato in due linee di azione:
In tale ottica, le linee guida Inea promuovono una logica di “gradualità” che consenta a ciascuno di utilizzare i concetti e gli strumenti proposti in base alle proprie specificità, allo scopo di promuovere un percorso individuale e coerente con il modello di orientamento alla RSI proposto.
Tali elementi sono stati utilizzati per realizzare una “griglia di auto-diagnosi” che permetta a ogni singola impresa di costruire una propria strategia di orientamento alla responsabilità sociale.
Figura 3 - La griglia di “autodiagnosi” (3)
In particolare, la linea di azione relativa ai comportamenti di responsabilità sociale contempla le possibili azioni e strumenti che ogni singola impresa, in relazione alle proprie caratteristiche, può adottare per intraprendere e/o migliorare il proprio orientamento alla RSI (4).
La seconda linea di azione fa riferimento alla capacità di fare “rete” con i diversi attori che compongono o si relazionano con il sistema agroalimentare. Fare rete è, infatti, di fondamentale importanza per le imprese del settore anche alla luce dell'ostacolo rappresentato dalla piccola dimensione delle imprese. La forza della responsabilità sociale sta proprio nella sua estensione da responsabilità singola e individuale a responsabilità collettiva che permette di superare i limiti che ogni singolo attore operando da solo incontra. Si verifica così il passaggio dal fare al “fare insieme, fare rete e condividere”, al “fare perché tutti facciano”, cioè un effetto di trascinamento o imitazione. In un’ottica di competitività integrata che privilegi la comunità locale, l’impresa si trova non più al centro, ma diventa parte della rete, si trova in una rete di interazione e di rapporti di scambio che influenzano le sorti aziendali e a loro volta ne sono influenzati. Il passaggio da un’ottica individuale a un’ottica collettiva di responsabilità sociale fa sì che l’impresa da soggetto promotore diventi anche stakeholder della comunità (vedi Figura 1), la quale quindi diventa il perno delle relazioni che su essa si instaurano.
Nella fase attuale, l’INEA sta focalizzando la propria attività di ricerca sui seguenti temi: i metodi di produzione sostenibili; la sostenibilità dei rapporti di filiera; il consumo responsabile.
Note
(1) Si ricorda che non esiste ancora una definizione ufficiale e univoca di responsabilità sociale d’impresa. Si possono contare circa 50 definizioni che vanno dall’“etica d’impresa”, alla “cittadinanza aziendale”, allo “sviluppo sostenibile”, al “triple bottom line”, ecc.
(2) Soprattutto nella fase iniziale del progetto si è tenuto conto delle esperienze e strumenti di RSI utilizzati anche in altri settori, proprio perché nel settore agricolo c’erano pochissime esperienze “isolate” e non strutturate, ma nate dalla volontà di alcuni imprenditori agricoli.
(3) Per un approfondimento sulla griglia di autodiagnosi e sui possibili percorsi che un’azienda può intraprendere si rinvia alle linee guida Inea.
(4) Per un approfondimento sugli strumenti si rinvia al CD-ROM contenuto nelle citate linee guida.
Riferimenti bibliografici
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