AGRIREGIONIEUROPA
Anno 5, Numero 18 Settembre 2009

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Le emissioni dei gas serra dovute all’agricoltura italiana ed europea dal 1990 al 2007

Rocìo Danica Cóndor, Silvia Coderoni

L’inventario nazionale delle emissioni

Nel 1992 è stata istituita la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc - United Nations Framework Convention on Climate Change), che ha come obiettivo la stabilizzazione delle concentrazioni di gas serra in atmosfera. L’Italia ha ratificato nel 1994 questa convenzione e come Stato membro si é impegnata a sviluppare e pubblicare l’inventario nazionale dei gas a effetto serra (di seguito gas serra), che comprende i settori emissivi, come definiti dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change): energia, processi industriali, solventi, agricoltura, rifiuti e uso del suolo, variazione di uso del suolo e selvicoltura (Lulucf1).
Inoltre, nel 2002, l’Italia ha ratificato il protocollo di Kyoto, entrato in vigore successivamente nel 2005, con il quale il nostro paese s’impegna a ridurre del 6,5%, entro il 2012, le emissioni di gas serra rispetto al 1990.
L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ISPRA (già APAT) è responsabile della realizzazione, della gestione e dell’archiviazione dei dati dell’Inventario Nazionale dei gas serra, della raccolta dei dati di base e della realizzazione di un programma di controllo e di garanzia della qualità. Annualmente viene compilato l’inventario delle emissioni dei gas serra, secondo i formati richiesti dall’Unfccc, e viene effettuato il reporting della serie storica delle emissioni sul National Inventory Report (NIR) e nel Common Reporting Format (CRF) (2).
Sulla base di quanto richiesto dalle linee guida dall’IPCC, l’inventario delle emissioni dei gas serra dovute all’agricoltura stima i due gas serra rilevanti, il metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O). Le fonte emissive che si stimano sono la fermentazione enterica (che comporta emissioni di CH4), la gestione delle deiezioni animali (CH4 e N2O), i suoli agricoli (N2O), la coltivazione delle risaie (CH4) e la combustione dei residui agricoli (N2O e CH4). Le metodologie di stima dell’inventario nazionale delle emissioni sono descritte in Cóndor et al. (2008).

Le emissioni del settore agricolo in Italia

Nel 2009 è stato realizzato e comunicato al segretariato dell’Unfccc l’inventario che riporta la serie storica delle emissioni di gas serra a livello nazionale dal 1990 al 2007 (Ispra, 2009). Nel 2007, l’agricoltura è stata responsabile del 6,7% delle emissioni totali di gas serra, espressi in CO2 equivalente (3) ed è pertanto la seconda fonte di emissioni di gas serra dopo il settore emissivo energia (83%). A livello di singoli gas serra, tale settore è responsabile del 41% delle emissioni nazionali di metano e del 68% delle emissioni nazionali di protossido di azoto.(Figura 1).
Per il settore emissivo agricoltura, dal 1990 al 2007, si è verificata una riduzione delle emissioni pari all’8,3%. Il totale complessivo delle emissioni, nel 2007, è pari a 37.210 Gigagrammi (Gg) di CO2 equivalente, dove il 42% (15.619 Gg di CO2 eq.) è rappresentato dal CH4 e il 58% (21.591 Gg CO2 eq.) dal N2O. Nel 2007 le fonti che contribuiscono al totale nazionale delle emissioni dei gas serra derivanti dall’agricoltura sono, in ordine d’importanza, i suoli agricoli (48%), la fermentazione enterica (30%), la gestione delle deiezioni (18%), le risaie (4%) e la combustione delle stoppie (0,05%).

Figura 1 - Emissioni nazionali di metano e protossido di azoto e settori responsabili nel 2007 Emissioni nazionali di metano (CH4) Emissioni nazionali di protossido di azoto (N2O)

Fonte: ISPRA (2009)

Nella Figura 2 viene rappresentata la serie storica per fonte emissiva. Rispetto al 1990 tutte le fonti emissive hanno subito delle riduzioni. Queste sono state pari al 9,5% per la fermentazione enterica, 8,5% per i suoli agricoli, 7,2% per la gestione delle deiezioni, del 2,5% per le risaie e dell’1,2% per la combustione delle stoppie. Tali riduzioni sono attribuite fondamentalmente alla diminuzione nel numero di capi per alcune specie zootecniche e alla variazione negli anni delle superfici e produzioni agricole.

Figura 2. - Emissioni nazionali di gas serra dovute all’agricoltura dal 1990 al 2007

Fonte: ISPRA (2009).

Le emissioni di gas serra derivanti dall’agricoltura nell’Ue

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA-European Environmental Agency) ha pubblicato di recente l’inventario annuale dei gas serra della Comunità Europea, con serie storiche aggiornate dal 1990 al 2007, raccogliendo i dati presentati dai singoli stati membri (EEA, 2009).
Nel 2007 il principale settore emissivo dell’Ue-27 è quello energetico che comporta il 79% delle emissioni totali dei gas serra; mentre il secondo contributo è dato dal settore emissivo agricoltura (9,2%), seguito dai processi industrial (8,5%). Nella Figura 3 viene evidenziato come, nella maggior parte dei paesi europei, si sia registrata una diminuzione delle emissioni di gas serra derivanti dal settore agricolo dal 1990 al 2007.

Figura 3 - Variazioni percentuali delle emissioni di gas serra derivanti dall’agricoltura dal 1990 al 2007 per i paesi dell’Ue-27

Fonte: NS elaborazione su dati EEA

Un ruolo rilevante, nel determinare l’andamento delle emissioni dei gas serra dovute all’agricoltura in Europa, lo ha avuto la Politica agricola comune (PAC) con le misure previste sia nel I che nel II Pilastro. Assieme alla PAC altre politiche con target ambientali hanno sicuramente contribuito alla riduzione delle emissioni (NEC, IPPC, ecc.), anche se fino ad oggi non è stato quantificato tale impatto sull’andamento delle emissioni (EEA, 2009).
Per quanto riguarda l’andamento per singole fonti emissive, le diminuzioni, riguardano soprattutto i suoli agricoli e la fermentazione enterica, mentre la bruciatura dei residui agricoli, anche se registra una forte diminuzione, non è una fonte emissiva rilevante a livello assoluto (Tabella 1)

Tabella 1 - Valori assoluti delle emissione del settore agricoltura, peso relativo della fonte emissiva e variazione percentuale per fonte emissiva e Stato membro nel periodo 1990-2007

Fonte: EEA (2009).

La bruciatura in campo di residui agricoli è proibita in molti paesi dal 1990. Perciò il trend è fortemente negativo per tutta l’Ue-27; solo Grecia e Italia mostrano livelli stabili, anche se molto bassi, di emissioni dal settore. Per le emissioni da fermentazione enterica (e conseguentemente da gestione delle deiezioni) il trend è determinato dalla diminuzione del numero di capi (soprattutto bovini) dovuta sia alle conseguenze della PAC, con l’introduzione di misure quali il regime delle quote latte, il premio per vacche nutrici e la condizionalità, ma anche all’epidemie che hanno colpito il bestiame negli anni in oggetto (influenza aviaria e BSE). Tale diminuzione viene però parzialmente compensata, a livello di emissioni, dall’aumento della produttività dei capi.
Il calo nell’uso di fertilizzanti, invece, è la causa che maggiormente influenza la diminuzione delle emissioni da suoli agricoli; tale calo è dovuto sia a miglioramenti dell’efficienza della fertilizzazione, sia agli effetti della riforma PAC del 1992 (EEA, 2009).

Considerazioni conclusive

L’inventario nazionale delle emissioni dei gas serra è uno strumento cruciale che serve a quantificare i livelli di emissione, identificare le fonti principali, sviluppare strategie di abbattimento, verificare gli effetti delle politiche e delle misure intraprese per ridurre gli impatti in atmosfera, verificare l'interazione tra le politiche settoriali, i conti economici e gli impatti ambientali e, infine, fornire un'informazione confrontabile e accessibile al pubblico attraverso opportuni indicatori. In generale per l’Italia, il settore emissivo agricoltura, ha riportato una riduzione delle emissioni complessive di gas serra che sono attribuite principalmente all’andamento, fra gli anni 1990 e 2007, del numero di capi e delle superficie e produzioni agricole. Anche a livello comunitario (UE-27) si evidenzia una riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dall’agricoltura, le cui determinanti, non sempre chiaramente identificate, vanno ricercate non solo nelle politiche ambientali, ma anche in politiche economiche che nascono con altri scopi, come quello di contenimento della produzione.

Note

(1) Lulucf: land use, land use change and forestry.
(2) E’ possibile reperire i dati sulle emissioni, dai paesi con obbligo di riportare l’inventario nazionale, sul sito: [link]
(3) Per adempire agli standard del reporting internazionale, le emissioni ufficiali di gas serra vengono riportate utilizzando il potenziale globale di riscaldamento (Global Potential Warming-GWP). Le emissioni vengono espresse complessivamente in CO2 equivalenti; per trasformare le emissioni di N2O si moltiplica il valore per 310, invece, le emissioni di CH4 vengono moltiplicate per 21. 

Riferimenti bibliografici

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